{"id":153,"date":"2013-04-30T10:52:35","date_gmt":"2013-04-30T08:52:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francescazannin.com\/?p=153"},"modified":"2013-05-02T12:16:59","modified_gmt":"2013-05-02T10:16:59","slug":"filippo-ferrari-lesperto-di-vini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.francescazannin.com\/?p=153","title":{"rendered":"Filippo Ferrari l&#8217;esperto di vini"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.francescazannin.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/photo-credits-le-mie-nozze1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-179\" alt=\"photo credits le mie nozze\" src=\"http:\/\/www.francescazannin.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/photo-credits-le-mie-nozze1-198x300.jpg\" width=\"198\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.francescazannin.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/photo-credits-le-mie-nozze1-198x300.jpg 198w, https:\/\/www.francescazannin.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/photo-credits-le-mie-nozze1.jpg 210w\" sizes=\"auto, (max-width: 198px) 100vw, 198px\" \/><\/a>Un abito bianco, fine, elegante; la sposa, raggiante. Una collana argentea le impreziosisce il collo, lasciato volutamente nudo, sensuale. Le ginocchia sono scoperte, il portamento quasi regale, sebbene lo sguardo un po\u2019 birichino, giocoso. Felice. Mai volgare.<br \/>\nPraticamente tutti gli occhi della sala sono rivolti a lei, tanto \u00e8 bella. Le signorine in prima fila la ammirano estasiate, pensando a quando toccher\u00e0 a loro, se saranno all\u2019altezza, ma il mio benedetto compagno mi chieder\u00e0 mai la mano santo cielo! Dietro, un brusio di commenti e pettegolezzi sul vestito, sui capelli, sul trucco, \u00e8 tutto perfetto, ciacolaqu\u00ec che ciacolal\u00e0, ma le scarpe come sono?<!--more--><br \/>\nO porco boia. Gi\u00e0&#8230; le scarpe&#8230; Che schifo. Ma che scarpe sono, dail\u00e0. Tipo anfibio da alternativo di sinistra o mercanzia del genere, pure sporco e rovinato. Vabb\u00e8 essere alternativi e de gustibus non disputandum est, per\u00f2 l\u2019estetica \u00e8 una faccenda seria e il giorno del matrimonio \u00e8 pur sempre il giorno del matrimonio&#8230; E un abbinamento, \u00e8 pur sempre un abbinamento. Tanti saluti alla sposa perfetta, e le signorine in prima fila commentano, in dialetto veneto: \u00abL\u2019\u00e8 proprio un pec\u00e0, guarda&#8230; con quei stival\u00f2n da toso l\u2019\u00e0 rovin\u00e0 tut\u00bb.<br \/>\nIl fatto \u00e8 che abbinare due elementi in modo corretto rappresenta un modo per valorizzare al meglio quegli elementi stessi. Un abbinamento sbagliato, al contrario, li sciupa, e sciupa con loro tutto ci\u00f2 che vi sta intorno. Se questo \u00e8 valido per l\u2019abbigliamento e i suoi accessori, spose di tutto il mondo, donne di tutto l\u2019universo conosciuto e sconosciuto, sappiate che \u00e8 valido anche per quella cosa cos\u00ec tante volte bistrattata che si chiama&#8230; vino. Gi\u00e0, bistrattata, sottovalutata, considerata con grande superficialit\u00e0, poca cultura. Abbinare in modo corretto il cibo e il vino permette di dare vita ad un pranzo da pasci\u00e0, oltre che provare un\u2019esperienza gusto-olfattiva di puro piacere fisico, prima che mentale. Ci sono ragioni perch\u00e9 proprio il pranzo del matrimonio non sia un\u2019esperienza di questo tipo? Chiaro che no. Tutto deve essere perfetto, non solo il vestito con le sue scarpe, non solo gli addobbi con i suoi fiori, ma anche l\u2019antipasto con il suo vino, il dolce con il suo vino.<br \/>\nSe no ci sar\u00e0 sempre qualche signore in ultima fila, quel tipo da loggione brontolone e innamorato del mangiare non tanto con la pancia quanto con la testa, uno di quelli che pensa che il cibo e il vino siano ancora una faccenda importante, che commenter\u00e0, in stretto dialetto parmigiano: \u00abMo guerda ti&#8230; son dr\u00e8 a magner pran mel&#8230; e il vino, al fa schifo. Peccato, v\u00e8, l\u2019era st\u00e8 tut perfet, fino ad ora&#8230;\u00bb.<br \/>\nIn questa rubrica, quasi abusiva nel blog di una uedding plenner (perdonate la mia mania di pronuncializzare le parole. Non sopporto gli inglesismi. Viva le ricchezze locali, la grammatica italiana e il parmigiano-reggiano) mi sforzer\u00f2 in tutti i modi di spiegarvi con parole semplici come abbinare in modo scientificamente corretto (eh, gi\u00e0, s\u00ec. Scientificamente. Le sensazioni gusto-olfattive non si percepiscono a casaccio&#8230; Guarda un po\u2019) il cibo e il vino. Come dare risalto a una parte cos\u00ec importante della cerimonia e della giornata delle nozze, il pranzo. Come renderlo perfetto, senza commettere errori (orrori?) grossolani.<br \/>\nSai mai che qualche veneta in prima fila o parmigiano in ultima sentano il bisogno di esprimere in dialetto il loro disappunto per un abbinamento sbagliato&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em id=\"__mceDel\">Filippo<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un abito bianco, fine, elegante; la sposa, raggiante. Una collana argentea le impreziosisce il collo, lasciato volutamente nudo, sensuale. Le ginocchia sono scoperte, il portamento quasi regale, sebbene lo sguardo un po\u2019 birichino, giocoso. Felice. Mai volgare. 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