Un pensiero poco conciso.

iosonoquiStamattina mi sono svegliata e ho guardato fuori dal Velux. Si, ronfo in un mansardato. Ora, non è propriamente come guardare fuori dalla finestra che si hanno subito dei riferimenti, pertanto rintronata che sono di mattino, non appena ho visto un unico colore bianco-grigiastro, cioè il cielo,  ho pensato subito “oh cacchius….. quanta nebbia, nooo….”.Poi, pian piano i neuroni si sono collegati e ho iniziato a mettere a fuoco che forse era bene lavarmi il viso e bere un caffè doppio.
In effetti oggi non è per niente una grande giornata ma confermo che a Parma la nebbia non c’è, non si è proprio vista, almeno dalle 7.15 del mattino in poi.
Così con la lentezza di un bradipo scoordinato ed allo stesso tempo con l’ansia di essere in ritardo mi sono preparata e sono uscita da casa: destinazione Reggio Emilia.
Reggio è una città piccola ma allo stesso tempo caotica, viva, incasinata, propositiva, confusa, giovane. Almeno questa è la sensazione che mi lascia.
Ma la cosa che mi fa incavolare con me stessa è che dopo cinque mesi non sono ancora riuscita a vederne il centro, possibile??!? Ci gravito intorno tutti i sacrosanti giorni, in parte l’attraverso, prendo la tangenziale, conosco dove si trovano i centri commerciali più noti, comincio ad avere dei riferimenti,  eppure? Niente. Io non ho ancora visto il centro di Reggio Emilia,  non ho ancora visto il cuore della città.
Sarà pure vero che è zona a traffico limitato e io sono piuttosto imbranata per le strade però la cosa non è giustificabile.
Sì, sappiate che la prima volta che sono venuta a Reggio avevo la presunzione di arrivare nella località “Buco del Signore” (ed ammettiamo che già il nome è tutto un programma) con una stampata insulsa fatta da google maps, forse per colpa delle mie eccessive zommate ma praticamente non si vedeva e non si capiva un rebus.
Così dopo avere girato a vuoto per un bel po’ (non dico quanto che è meglio) e dopo avere chiesto ad un tizio, ad un altro tizio e via dicendo, sono entrata in una panetteria a chiedere per l’ennesima volta indicazioni. Finalmente un buon uomo, colto da un gesto magnanimo nel vedermi disperata (ormai non ero più in grado di esprimermi perché non sapevo dov’ero) si è prodigato per farmici arrivare.
Conclusione del mio discorso poco conciso: sappiate che mi sono promessa di visitare il centro a breve e chissà che non scopra negozietti interessanti o idee carine da segnalarvi!

(magari con l’occasione potrei documentare l’evento con qualche foto ehehehe: io sono qui!)

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